Laura Rosa

Sono stata un medico, una donna abusata, una stalker, un’emozione, una serial killer, una Direttrice di una scuola e di un penitenziario, la moglie ebrea di un medico nazista, la vedova di un Conte.
Sono stata una madre, sono stata un nonno,
Una cinica scienziata e una romantica inquilina di quartiere.
Sono stata una candela che si scioglie e una roccia imperitura.

Sono stata la Laura che poteva contenerli tutti e sono la Laura che ha imparato qualcosa da tutti.

Perché il Teatro è questo: far vivere da sé ogni personaggio, ogni vita e scoprirsi un po’ alla volta.

Giorgio Strehler diceva: “lo so e non so perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, uomo politico e no, civile e no, ideologo, poeta, musicista, attore, pagliaccio, amante, critico, me insomma, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita. Poco so, ma quel poco lo dico.”

E non vedo niente di più centrato, sorprendente e confortante.

“….”

LAURA ROSA